E se i tedeschi non si fidassero di noi?

E francamente faccio fatica a pensare che sbaglino...

differenzeultimamente sembra che la germania sia la colpevole di tutti i mali, la ostinata caparbietà con cui si ostinano a perseguire il rigore in un momento di crisi sembra quasi ottuso.

Perchè i tedeschi non vogliono politiche economiche più flessibili?

Perchè questa ostinazione che rischia di piegare ulteriormente la nostra economia?

Non sono in grado di dare giustificazione economica, ne in un senso ne in un altro, ma ultimamente un sospetto me lo sono fatto: non è che l’opinione pubblica tedesca, e quindi i suoi governanti, non si fidano di noi?

se è vero che scelte economiche non espansive rischiano di comprimere ulteriormente i consumi e rendere piu faticosa, se non impossibile, la uscita dal tunnel della crisi economica, mi viene da pensare che i tedeschi temono di più che una maggiore apertura della esposizione finanziaria dei paesi come l’Italia porti non ad un miglioramento della economia ma un miglioramento della, scusatemi il termine, ruberia.

In effetti se guardiamo l’italia dagli occhi di un tedesco, non gli si può dare proprio torto: negli ultimi 20 anni la nostra economia è stata sempre in calo, mentre le spese dello stato sono aumentate esponenzialmente.

Ma a fronte di un aumento delle spese i servizi non sono aumentati ne in quantità ne in qualità, ou contraire vi è stato un continuo e costante degrado delle prestazioni dello stato.

In compenso sempre nello stesso lasso temporale la nostra immagine internazionale si è offuscata anche grazie ad una classe politica che faceva del gossip e delle brutte figure la bandiera. Del resto siamo noi ad avere in parlamento un soggettino come l’onorevole Antonio Razzi a capo della commissione esteri del senato.

E non si creda che la battuta sul Kapò di Silvio Berlusconi fatta nei confronti di Martin Schulz al parlamento europeo abbia migliorato la nostra immagine.

E che dire dei continui scandali, si veda la divertente epopea di Expo a Milano tanto per citarne una…

La cosa che agli occhi di un tedesco però risulta piu indigesta è il fatto che sembra che l’opinione pubblica italiana invece di stigmatizzare questi comportamenti li giustifichi e se ne compiaccia.

Non è che in germania, intendiamoci, non esista corruzione, stupidità o altre delizie. La differenza più grossa è che li se un politico ruba anche poco e viene scoperto, viene stigmatizzato dalla pubblica opinione e dal suo stesso partito, mentre da noi si grida al martirio e si cerca di giustificare l’ingiustificabile.

Non si tratta però di stolido bigottismo, come potrebbe affermare il buon Giuliano Ferrara durante una delle sue arringhe pro Berlusconi, ma di senso dello stato ed etica del medesimo.

Se la ci sono politici che si dimettono perchè hanno usato i punti della carta fedeltà della compagnia aerea maturati con i voli di stato, da noi non ci si dimette neanche davanti ad una condanna in primo grado. Questo per i nostri amici d’oltralpe è incomprensibile.

Come incomprensibile è come possiamo permettere ai nostri politici o dirigenti di dire cose imbarazzanti o comportarsi in maniera non consona. Insomma ce lo vedete il presidente della federazione calcio tedesca fare le stesse affermazioni di Carlo Tavecchio senza dimettersi?

Morale, etica, onestà, serietà. Sono questi gli elementi che sembrano mancare nel nostro rissoso, inconcludente, ferito paese.

Allora agli occhi di un tedesco, dare vincoli più laschi per l’indebitamento dello stato significherebbe, in Italia, dare il via a nuove ruberie e mal gestioni.

Questi soldi andrebbero, per loro, non a favorire la ripresa della economia, della occupazione e dei consumi, ma ad ingrassare i soliti noti che farebbero quello che hanno fatto negli ultimi decenni: asciugare le risorse dello stato per i propri interessi. E siccome il debito dello stato lo comprano gli stati esteri, ed il primo acquirente è la Germania…..

Insomma l’impressione è che il contribuente tedesco non voglia alimentare, con i suoi soldi, una classe dirigente (politica e non) corrotta e collusa con la criminalità o, nel caso migliore, inetta.

Ora prima di levare gli scudi ed iniziare a cercare i difetti tedeschi dovremmo osservare che, tutto sommato, il modello tedesco ha reso i tedeschi più ricchi di noi, con servizi migliori, con un costo della vita più basso (nonostante gli stipendi più alti), con un welfare migliore del nostro e un sistema di protezione dei lavoratori migliore.

Se vogliamo anche aggiungere che il tasso di criminalità è più basso, e che nel parlamento federale tedesco il numero di inquisiti è decisamente più basso del nostro, potremmo tirare conclusioni ovvie.

Quindi prima di offendersi, gridare allo scandalo e incitare all’odio per la mitteleuropa forse varrebbe la pena chiedersi: se noi fossimo in Germania, da tedeschi come vedremmo gli italiani?

Cosa diremmo agli italiani?

Probabilmente la prima cosa che diremmo è che siamo scandalizzati dall’atteggiamento accondiscendente che hanno gli italiani col malaffare, e gli suggeriremmo di iniziare a ricostruire una etica che premi l’onestà. Del resto non vorremmo certo dare i soldi a dei ladri o sostenitori di ladri, no?

Poi magari chiederemmo una rigorosa operazione di pulizia, che vada a togliere il marcio presente nella classe dirigenziale ed aspetteremmo di vedere se tali operazioni sono in grado di aumentare il livello di efficienza del sistema italia. Dove per efficienza si intende il rapporto tra i soldi impegnatirisultati ottenuti più che un calo delle spese.

Certo non siamo tedeschi, siamo italiani, per noi la fantasia conta di più, sappiamo cavarcela sempre, siamo furbi e ammiriamo i furbi, che cosa vogliono loro che mangiano solo krauti wurstel e patate….

Eppure, se fossimo onesti con noi stessi, alla fine non possiamo dargli torto è difficile fidarsi di chi continua a dare brutti esempi.

Non ci fidiamo di noi stessi:

  • diamo scontato che per expo ci saranno ruberie,
  • che quelli di equitalia e della agenzia delle entrate dono delle sanguisughe senza cuore,
  • che i politici sono tutti ladri,
  • che alla fine è tutto un “magna magna”

e quando il buon Antonio Razzi dice ripreso di nascosto che li, in parlamento, “tutti si fanno i cazzi loro” noi siamo concordi con un sorriso amaro.

Allora prima di lamentarsi del fatto che i tedeschi insistono sul rigore dei conti forse dovremmo chiederci perchè…

 

Antonio Ieranò
CSO, Cyber Security Architect, technical evangelist, consultant, writer, journalist and trainer
I am a Security Manager and architect, CSO, BDM, marketing specialist, and tech evangelist with over 20 years of experience serving as a community liaison, subject matter expert, and high-profile trainer for key technologies and solutions. My experience includes acting as the public face of Huawei technology and before Cisco security technologies; leading pan-European technical teams in development of new Cisco security products; and serving as a key public speaker and trainer on behalf of new high-tech products. My expertise spans IT development and implementation, marketing strategy, legal issues, and budget / financial management.

Specialties and Executive Expertise
IT Strategy, Technical Audits, Enterprise Architecture & Applications, Technical Sales Liaison, Solution Architecture, Network Design, Architecture, & Security, Vulnerability Assessment & Management, Systems Engineering, Data Privacy, Cloud Computing, Marketing Strategy, Budget Management, Social Media Marketing, High-Impact Presentations,incident handling, Forensics, Italian companies, Authentication, Infrastructure security, Security manager, Security issues, Attacks, Security infrastructure, Data encryption

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